Maggio 13, 2008
… perché qui mi sento più vicina a me stessa e quindi più forte, capace di ritemprarmi e rigenerarmi, fra le mie letture e le mie scritture, quelle che mi hanno resa la persona che sono oggi. Sono sempre più convinta, infatti, che l’uomo ancor prima che essere ciò che mangia è ciò che legge, vede e ascolta, per cui a volte bisogna difendere la propria anima dai bombardamenti negativi che arrivano dall’esterno. Credo che un mondo migliore esista, dentro di noi, ancor prima che nella società. Forse per questo riparto da me stessa, ancora una volta, per convincermi e poi convincere che dalle piccole cose possano nascerne grandi. Qui ho vissuto una breve ma intensa stagione di apertura verso il mondo, oserei dire un passaggio epocale nella mia vita, verso nuove evoluzioni e mutazioni, che mi portano ancora a nuovi lidi, chissà per quanto tempo e poi dopo di nuovo altrove, perché forse, come diceva Vincenzo Cardarelli, il mio destino è quello di vivere balendo in burrasca.
Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
ove trovino pace.
Io son come loro,
in perpetuo volo.
La vita la sfioro
com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo.
E come forse anch’essi amo la quiete,
la gran quiete marina,
ma il mio destino è vivere
balenando in burrasca.
(Gabbiani, Vincenzo Cardarelli)
Aprile 29, 2008

Ho ricevuto via email da una persona amica un pensiero del Dalai Lama che reputo immensamente bello e vero. So che chi frequenta il mio blog condivide lo spirito di pace e serenità che alimenta la mia vita ed è per questo che dedico a tutti voi queste parole:
È stato chiesto al Dalai Lama: “Qual è la cosa che La sorprende di più dell’umanità?” Egli ha risposto: “Gli uomini, perché perdono la salute per guadagnare soldi, poi spendono i soldi per riavere la salute. E per pensare con ansia al futuro si scordano del presente, quindi finiscono per non vivere né il presente né il futuro. E vivono come se non dovessero mai morire… e muoiono come se non avessero mai vissuto…”
Aprile 28, 2008
Annarita mi ha simpaticamente coinvolta in un meme e, sebbene non ami tanto le catene di sant’Antonio, l’accontento perché a chiedermelo è proprio lei… 
In fondo anche questo può essere visto come un gioco di parole…
Allora, le regole per continuare il meme sono quelle che seguono:
•Indicare il blog che vi ha nominato con annesso link
•Descrivere le regole di svolgimento
•Scrivere 6 cose che si preferisce fare
•Nominare altri 6 blog tramite i quali dovrebbe proseguire il meme
•Lasciare un commento su tutti e 6 i blog appena citati
I primi due punti sono ok, passiamo al 3, il più complesso per me, perché quando si tratta di parlare di me entro in crisi… Dunque… 6 cose che preferisco fare:
1) passeggiare in riva al mare con il mio amore, ascoltando i gabbiani e respirando quel buon profumo
2) trascorrere il tempo ridendo per cavolate con le persone che amo
3) mangiare la pizza, il gelato e la nutella in modo smisurato
4) entrare e uscire dai negozi, provandomi di tutto con mia sorella
5) ascoltare la musica e ovviamente SCRIVERE!
6) leggere sotto il piumone, magari mentre fuori piove…
Ma poi ci sarebbero tante altre cose che ora non mi vengono in mente… e poi già sono a 6!
Quindi passiamo al punto successivo. Citare 6 blog… e qui pure la cosa si complica, perché per forza di cose devo escludere tanti amici blogger che stimo molto…va be’ vada per questi:
Il primo è Spazi creativi, il blog di una persona originalissima (non per niente è mia sorella!) simpatica e sempre con la testa fra le nuvole… Il secondo è Oculus Perpetuus, un blog che rispecchia la grande curiosità e voglia di vivere di una persona molto sensibile e dallo spirito d’osservazione non comune. Il terzo è Massim. (poteva mai mancare?), ma non perché io sia profondamente legata a lui, ma perché il suo blog è l’espressione di una persona che nutre degli ideali forti che non potrei non condividere, il tutto sempre ben animato da una intelligente ironia. Poi c’è Truffesottolestelle, un blog che è sempre acceso di polemiche contro un intero sistema che ci sta strangolando, gestito da una persona che tra l’altro sostiene la mia lotta per un’Italia ancora libera. Poi c’è Sacro e Profano, il blog di una mia virtuale amica (ci inseguiamo da tempo trasformandoci di blog in blog), in cui c’è sempre un’emozione da condividere o una nuova saggezza da apprendere… per finire (ma non in ordine di importanza, ovviamente) segnalo Matematicamedie, il blog di una prof. di matematica che riesce a rendere piacevole e interessante una materia non certo facile come la sua, anche ad una profana come me!
Bene! Credo di aver finito… che fatica! Ah! Dimenticavo… i commenti nei blog citati corro… a voi la palla!
Filed under giochi di parole
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Aprile 28, 2008

E’ stata mia sorella a regalarmi recentemente una raccolta di racconti di Banana Yoshimoto. Ho sempre pensato che prima o poi ne avrei letto qualcosa, ma chissà perché ci sono letture ed autori che si rimandano a tempi migliori… Poi la scoperta. Yoshimoto mi piace molto e per giunta mi somiglia molto nello stile! Grazie Francesca. Istintivamente sai sempre regalarmi il meglio. Sono davvero fortunata ad avere i fratelli che ho avuto. Sono la mia ricchezza, insieme alle tante persone meravigliose che hanno finora reso speciale la mia passeggiata su questa terra. Per ringraziarti, Francesca, ho scelto un passo per me molto significativo di un racconto di Yoshimoto, Sogno con kimchee, le cui parole sono di una delicatezza e veridicità estrema, che ahimé, forse solo chi ha una sorella come te può condividere: “… così decisi di andare a vivere con mia sorella più piccola. Lei ne fu contenta [...] vivendo con mia sorella recuperai gradualmente la forma. In quel periodo lei si rivelò per me un soffice piumone, una borsa del ghiaccio nei momenti di febbre e un piatto di stufato fumante nei giorni freddi. Quante tensioni avevo accumulato, senza neanche rendermene conto. Quando mi alzavo la mattina, lei era in cucina. Sul fornello l’acqua bolliva. Lei mi sgridava e mi costringeva a pulire la vasca da bagno. Mi piaceva, tornando a casa, fermarmi a comprare i dolci per noi due, e parlare insieme delle cose della giornata. Con lei ero sicura di non essere fraintesa, e sapevo che nelle mie parole non cercava significati reconditi. Inoltre non dovevo più passare le sere di festa da sola a guardare alla tivù i programmi di varietà. [...] E poi, quando mi svegliavo, sentivo il paf-paf di mia sorella che camminava nell’altra stanza in pantofole. Poiché ero assonnata, ancora per metà nel mondo dei sogni, i miei pensieri erano innocenti come quelli di un bambino. Lei non mi può ferire. Con lei sono al sicuro. E dato che non ho niente da temere, posso dormire ancora un po’. Quando riaprirò gli occhi non sarò sola, e lei non mi lascerà per tornare da qualche parte…”
Aprile 25, 2008

Si chiama David Poyer ed è uno scrittore americano. Mi sono imbattuta in lui, leggendo un suo pensiero sul difficile mestiere dello scrivere: “Vi consiglio di adottare la regole del trentadue. Questa dice che i principianti hanno a disposizione trentadue fallimenti. Questo è il prezzo per imparare il lavoro. Solo dopo trentadue rifiuti, insulti, pessimi racconti, storie brevi che fanno cilecca, inizierete a contare”.
David Poyer, 3 errori, 3 equivoci e 2 consigli
Nella pagina che si apre sul link di 3 errori, 3 equivoci e 2 consigli si possono leggere le idee originali di qualcuno che è passato per le Forche Caudine dell’editoria… buon divertimento!
Aprile 22, 2008
Un omaggio al Pianeta con il più bel cantico delle creature nelle parole di un Santo amante e amico della Natura … San Francesco d’Assisi
Il Cantico di Frate Sole
Altissimu, onnipotente bon Signore,
Tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.
Ad Te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.
Laudato sie, mi’ Signore cum tucte le Tue creature,
spetialmente messor lo frate Sole,
lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.
Laudato si’, mi Signore, per sora Luna e le stelle:
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate Vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale a le Tue creature dài sustentamento.
Laudato si’, mi Signore, per sor’Acqua.
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si’, mi Signore, per frate Focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
Laudato si’, mi Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti fior et herba.
Laudato si’, mi Signore, per quelli che perdonano per lo Tuo amore
et sostengono infirmitate et tribulatione.
Beati quelli ke ‘l sosterranno in pace,
ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.
Laudato si’ mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no ‘l farrà male.
Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate.
Aprile 20, 2008

Rosso il sole trascina con sé le ultime rondinelle,
profuma di mare l’aria rinfrescata,
nel mio silenzio la sinfonia della vita.
Nuvole come parrucche smesse,
è giunto un passero di me ignaro,
cinguetta il suo amore,
indiscreta l’ascolto, voglio imparare.
Intenso canto, pieno di calore.
Aprile 15, 2008
La vita si vive o si scrive
Luigi Pirandello (Aforismi)
Infatti, io qualche volta ho vissuto, qualche volta mi sono limitata ad osservare la vita, scrivendo, più spesso ho avuto la pretesa di fare entrambe le cose.
Aprile 10, 2008

Sono sempre stata una cultrice della parola. Le mie più grandi battaglie le ho combattute con le parole, ma a volte…
A volte ci sono ricordi, emozioni che non c’è modo di esprimere a parole. C’è come un velo di pudore che scende sulla parola rendendola sterile e inefficace. Così dentro l’anima senti un vissuto che non puoi condividere, spiegare, perché non c’è parola che sia capace di esserne rivelatrice. Mi capita in questi casi di cercare nei colori un mezzo per liberarmi, e fra i colori alterno parole confuse, in libertà, mentre ascolto le note di qualche brano che mi aiuta a sintonizzarmi con i miei sentimenti più profondi. Tuttavia, il nodo dell’emozione rimane chiuso dentro di me e non c’è modo per venirne fuori. Capisci allora, che oltre le parole c’è un linguaggio incomunicabile che puoi solo accettare di custodire gelosamente, senza mai poter condividere.
Aprile 7, 2008

Stamattina per caso mi sono imbattuta in questa frase… mi è piaciuta molto e ve la propongo: “Leggere i giornali all’inizio della giornata è una sorta di preghiera laica del mattino. Il proprio atteggiamento verso il mondo lo si può orientare o verso Dio oppure sul mondo così com’è. L’una cosa dà la stessa sicurezza dell’altra, ovvero il sapere come regolarsi“. Georg Friedrich Hegel
Aprile 2, 2008
Uno dei miti più belli del mondo classico è quello di Orfeo ed Euridice. Di Orfeo si narra che fosse figlio della musa Calliope, e quindi poeta a sua volta di tale bravura da riuscire col canto a muovere le pietre e ad ammansire gli animali feroci. La sua esistenza fu tuttavia funestata dalla morte disgraziata della sua amata Euridice, morsa da un serpente mentre fuggiva dalle insidie di Aristeo. Ma come in una vera fiaba in cui il vero amore non teme nulla, così Orfeo scese nell’Ade per riprendersi la sua donna e forte del proprio canto mosse a pietà gli dei inferi che vennero meno ad una legge implacabile, concedendo al poeta di riportarsi la sua Euridice. Ma c’è tuttavia un patto fatale che fu imposto ad Orfeo di rispettare: nel lungo viaggio dal buio alla luce, egli non avrebbe mai dovuto voltarsi indietro a guardare in volto la sua donna. Così Poliziano, nella sua Fabula di Orfeo, scriveva: “Io te la rendo, ma con queste leggi: che lei ti segua per la ceca via ma che tu mai la sua faccia non veggi, finché tra i vivi pervenuta sia!”. Tuttavia l’amore è coraggioso, quanto impaziente e precipitoso, per cui Orfeo, sopraggiunto alle soglie dell’aldilà, varcata la porta che divide il mondo dei morti da quello dei vivi, avvolto dalla luce, si girò in cerca della sua donna, ma Euridice, forse rallentata dalla ferita provocata dal serpente, non aveva fatto in tempo a superare quel confine e scomparve nel buio di nuovo e Orfeo riperse la sua donna, questa volta per sempre.
Quando ascoltai per la prima volta questo mito ne fui colpita e commossa. Cercando notizie, scoprii che molti artisti avevano subito il fascino di questa storia e ne avevano tratto ispirazione per nuove creazioni, nella poesia, nell’arte, perfino nella musica, come testimonia il dolcissimo e indimenticabile Orfeo ed Euridice di Gluck. Tuttavia l’interpretazione per me più intensa e suggestiva del profondo dolore e sconforto per la separazione fra i due amanti è suggellata nello stupendo rilievo in marmo visibile al Museo archeologico di Napoli, dove perfino il volto di Ermes che deve scortare Euridice sembra velato dalla tristezza e dalla pietà. Perché l’amore, per uomini e dei, è la più grande e rispettabile delle passioni.

Marzo 30, 2008

“Scrivere è cercare la calma, e qualche volta trovarla. È tornare a casa. Lo stesso che leggere. Chi scrive e legge realmente, cioè solo per sé, rientra a casa; sta bene. Chi non scrive e non legge mai, o solo su comando - per ragioni pratiche - è sempre fuori casa, anche se ne ha molte. È un povero e rende la vita più povera”. Anna Maria Ortese, 1914.
Marzo 29, 2008

STORMI DI STORNI
Marzo 27, 2008
L’acrostico è uno dei giochi di parole che in passato mi ha divertito di più. Si tratta di mettere le lettere di una parola o frase incolonnate e poi si compongono altre parole che abbiano come iniziali le suddette lettere incolonnate…
ecco alcuni esempi per rendere l’idea…
Nascere
E
Vivere
In
Amore
oppure…
Le
Uniche
Possibilità
Umane
Sono
In
Non
Facili
Ambizioni
Ben
Usate
Lungamente
Alimentate
Marzo 25, 2008
Un’emozione filtra fra le nuvole
scivolando su un raggio di sole.
Come goccia di rugiada
si posa sul mio cuore
timoroso di nuovi sussulti.
È il tuo nome che accarezza
graffiando l’anima dubbiosa.
Chiudo gli occhi e ti vedo:
sei dentro di me,
ora e sempre.
Nessuna diversità divide
chi nutre un sentimento
invadente e pulsante.
Verdi distese e cieli azzurri
negli opposti orizzonti che si uniscono:
questa la chiave della nostra vita insieme.