Aprile 2, 2008...9:12 pm
Orfeo ed Euridice
Uno dei miti più belli del mondo classico è quello di Orfeo ed Euridice. Di Orfeo si narra che fosse figlio della musa Calliope, e quindi poeta a sua volta di tale bravura da riuscire col canto a muovere le pietre e ad ammansire gli animali feroci. La sua esistenza fu tuttavia funestata dalla morte disgraziata della sua amata Euridice, morsa da un serpente mentre fuggiva dalle insidie di Aristeo. Ma come in una vera fiaba in cui il vero amore non teme nulla, così Orfeo scese nell’Ade per riprendersi la sua donna e forte del proprio canto mosse a pietà gli dei inferi che vennero meno ad una legge implacabile, concedendo al poeta di riportarsi la sua Euridice. Ma c’è tuttavia un patto fatale che fu imposto ad Orfeo di rispettare: nel lungo viaggio dal buio alla luce, egli non avrebbe mai dovuto voltarsi indietro a guardare in volto la sua donna. Così Poliziano, nella sua Fabula di Orfeo, scriveva: “Io te la rendo, ma con queste leggi: che lei ti segua per la ceca via ma che tu mai la sua faccia non veggi, finché tra i vivi pervenuta sia!”. Tuttavia l’amore è coraggioso, quanto impaziente e precipitoso, per cui Orfeo, sopraggiunto alle soglie dell’aldilà, varcata la porta che divide il mondo dei morti da quello dei vivi, avvolto dalla luce, si girò in cerca della sua donna, ma Euridice, forse rallentata dalla ferita provocata dal serpente, non aveva fatto in tempo a superare quel confine e scomparve nel buio di nuovo e Orfeo riperse la sua donna, questa volta per sempre.
Quando ascoltai per la prima volta questo mito ne fui colpita e commossa. Cercando notizie, scoprii che molti artisti avevano subito il fascino di questa storia e ne avevano tratto ispirazione per nuove creazioni, nella poesia, nell’arte, perfino nella musica, come testimonia il dolcissimo e indimenticabile Orfeo ed Euridice di Gluck. Tuttavia l’interpretazione per me più intensa e suggestiva del profondo dolore e sconforto per la separazione fra i due amanti è suggellata nello stupendo rilievo in marmo visibile al Museo archeologico di Napoli, dove perfino il volto di Ermes che deve scortare Euridice sembra velato dalla tristezza e dalla pietà. Perché l’amore, per uomini e dei, è la più grande e rispettabile delle passioni.












7 Commenti
Aprile 3, 2008 alle 12:23 pm
Davvero espressiva e intensa questa scultura. E’ bellissima.
Aprile 3, 2008 alle 7:21 pm
Sì, l’ho sempre amata… se capiti a Napoli vai a vederla, e ci troverai tante altre opere stupende!
Aprile 14, 2008 alle 7:18 am
Sono d’accordo è una bellissima storia, io né conosco un’altra altrettanto bella, la storia di Alfeo e Aretusa. Alfeo era un cacciatore dell’Arcadia, gli abitanti di quella regione, avevano un animo gentile, amavano molto la musica e la poesia, tra questi vi era una ninfa Aretusa.Un giorno, mentre la ninfa Aretusa, si bagnava in un ruscello fu vista da Alfeo e s’innamorò di lei e si lanciò in acqua per rapirla, allora la ninfa invocò Diana la dea della caccia”signora dei monti, delle verdeggianti selve, delle strade più riposte e dei fragorosi torrenti”, come scrisse Catullo.
Diana allora tramutò la ninfa in fontana e il cacciatore in fiume, poi aprì la terra e condusse l’acqua di Aretusa fino all’isola di Ortigia, ma Alfeo non si rassegnò e attraversò il mare per raggiungerla. E come è scritto nei versi più noti (a noi rimasti) dell’oracolo di Delfi”Da qualche parte nel campo nebbioso del mare, la dov’è Ortigia, la bocca schiumosa di Alfeo si mescola con la fonte zampillante di Aretusa”
Ciao
Aprile 14, 2008 alle 6:43 pm
ciao, ti spiego perkè spaces nn ti fa accedere… ma è per colpa di cretini ke si erano accaniti sul mio blog con commenti offensivi, sono stato costretto a mettere l’accesso solo tramite registrazione di hotmail, complimenti per il blog
Aprile 15, 2008 alle 8:48 am
Grazie, Nicola, anche per il contributo del mito.
Aprile 15, 2008 alle 10:25 am
figurati è il tuo molto piacevole ke è stato lo spunto, cmq ho visto ke hai provato ad entrare nel mio blog, ma serve 1)la registrazione a hotmail, 2)la richiesta tramite l’invio di messaggio di voler accedere 3) e poi io ti permetto di accedere….mi spiace è un pò così….scocciante, ma fino a tre settimane avevo pensato di kiuderlo, dopo tutto l’arroganza e la cattiveria, la prepotenza e la superbia fanno parte del bagaglio culturale di troppe persone
Aprile 15, 2008 alle 10:30 am
Ti capisco… è il rischio che si corre quando si scrive sui blog!
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