Sono ora solo voci nella memoria. Ho davanti agli occhi ancora i loro volti, tra sorrisi e smorfie, che qualche volta tradiscono la paura di un dubbio che diventi realtà: non ritrovarsi più. Così, ogni anno, la scuola della precarietà toglie sicurezza e stabilità non solo a noi insegnanti, ma anche a tanti adolescenti con le loro famiglie. Questo post lo dedico ai miei alunni, gli stessi che ho ritrovato quest’anno per la seconda volta (una rara fortuna per me e per loro). Lentamente il tempo si frapporrà fra me e voi e per voi più che per me questo momento diverrà sfocato e lontano. Diventerete uomini e donne intrecciando percorsi con nuovi volti, che segneranno nel bene e nel male le vostre esistenze. Diventerete la somma di tutte le persone che avete conosciuto e le esperienze che avete sostenuto. Così per me rimane la speranza di aver bene operato e seminato sul sentiero della vostra vita. Qualcuno disse: insegnare è toccare una vita per sempre… Ma per me insegnare è anche arricchire la mia vita per sempre. Così, mi porto dentro tutte le vostre parole che ora sanno già di addio e vi ringrazio per il bene che mi avete voluto. Per due anni ho lavorato con voi con le mie parole e nulla di più gratificante è stato per me ritrovare le stesse in voi. Forse per sempre.
Giugno 6, 2008...1:39 pm
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7 Commenti
Giugno 7, 2008 alle 5:22 pm
>>per me insegnare è anche arricchire la mia vita per sempre
posso far mie le tue parole.
Sei sempre grande Ennebì.
Buone vacanze!:-)
–
g.
Giugno 8, 2008 alle 2:10 pm
Io ho avuto la fortuna di avere buoni insegnanti sia alle medie che alle superiori. Ognuno di loro mi ha lasciato qualcosa!
Giugno 8, 2008 alle 4:49 pm
Mi ritrovo totalmente in ciò che hai scritto e non ho nulla da aggiungere. Sono solo fortunata a non essere precaria e poter finire il percorso che ho iniziato con le mie “adorabili pesti”!
Ciao:)
Giugno 8, 2008 alle 6:48 pm
Annarita: io sarei prossima al ruolo, ma se non si decideranno a firmare il decreto passerò un altro anno da precaria… chissà perché in questo paese si pensa a tutto meno che alla scuola…
Giovanna: grazie, sempre
Oculus: anche per questo sei un’ottima persona!
Giugno 8, 2008 alle 11:05 pm
Nonostante siano passati tantissimi anni dai miei giorni di scuola, ricordo ancora le parole di alcuni dei miei insegnanti.
Da questo post capisco che potresti essere stata una di loro e che per i tuoi alunni lo sarai con certezza.
Sul perchè la scuola sia sempre tra gli ultimi…..beh, un popolo di non istruiti si comanda meglio.
Giugno 9, 2008 alle 3:15 pm
Penso che Paolo Valteroni dica bene sul perché la scuola sia uno degli ultimi interessi…
Ti auguro con tutto il cuore che questo benedetto decreto sia firmato presto.
Un abbraccio:)
annarita
Giugno 9, 2008 alle 7:15 pm
Speriamo…