Ci sono letture che hanno il potere di portarti lontano dalla realtà e altre che, invece, improvvisamente ti riportano ad essa con impatto a volte molto traumatico e doloroso. Così la lettura genera amare riflessioni sui tempi moderni:
Sventurata quella nazione che lascia la religione per l’opinione, il viottolo di campagna per il vialetto di città, la saggezza per la logica. Sventurata quella nazione che non tesse gli indumenti che indossa, non pianta ciò che mangia, né pigia l’uva di cui beve il vino. Sventurata quella nazione sottomessa che vede la perfezione della virtù nella pompa del conquistatore, ai cui occhi la bruttezza dell’oppressore diventa bellezza. Sventurata quella nazione che combatte l’ingiustizia nei sogni, ma cede al torto durante la veglia. Sventurata quella nazione che alza la voce soltanto alle cerimonie funebri, che dimostra stima solo presso la tomba, e aspetta a ribellarsi solo quando ha il collo minacciato dalla lama di una spada. Sventurata quella nazione la cui politica è fatta di sotterfugi, la cui filosofia è impostura, la cui industria è fatta di rattoppi. Sventurata quella nazione che saluta l’oppressore accogliendolo con suoni di piffero e rulli di tamburo, per poi mandarlo via a suon di fischi e accogliere il successivo con canti e squilli di tromba. Sventurata quella nazione in cui il saggio non ha voce, il campione è cieco e l’avvocato balbettante. Sventurata quella nazione in cui ogni tribù pretende di essere una nazione a sé (Kahlil Gibran, Le nove sventure).






















9 Commenti
Luglio 11, 2008 alle 11:22 am
“amare riflessioni sui tempi moderni”
… sventurata questa nazione….
ciao Nevia.
Luglio 11, 2008 alle 12:56 pm
Ciao Giovanna! Fedele lettrice insieme ad Annarita, malgrado la mia pigrizia!
Luglio 13, 2008 alle 8:26 am
Catone, oltre duemila anni fa, pur esagerando diceva cose simili. A Roma sono passati due millenni, ma pare che non si è imparato nulla.
Cito una sua frase: “I ladri di beni privati passano la vita in carcere e in catene, quelli dei beni pubblici nelle ricchezze e negli onori”
Luglio 13, 2008 alle 9:53 am
#complimenti per questo blog#
tristemente vero
Luglio 14, 2008 alle 12:07 pm
Gibran va sempre alla radice delle cose. Sventurata quella Nazione che coltiva “l’avere” piuttosto che “l’essere”. Da qui nascono tutti i mali…
Un abbraccio
annarita
Luglio 15, 2008 alle 7:57 am
Oculus: grazie per la bella citazione!
Annarita: Gibran ha la saggezza dei Grandi.
Luglio 21, 2008 alle 10:47 pm
Non saprei dire il perche’ ma mi ricorda quella sventura nazione che da qualche tempo visito soltanto per una settimana all’anno per fare visita ai parenti
P.S. Sul mio blog c’e’ un piccolo regalo per te.
Agosto 25, 2008 alle 8:47 am
Ciao, Nevia! Passo per un saluto. Tutto bene?
Un abbraccio
annarita
Agosto 26, 2008 alle 7:54 pm
Tutto bene, Annarita, in vacanza e finalmente in ruolo!