Strana coincidenza. Nei giorni scorsi ho trovato fra le mie carte una poesia scritta anni fa, che riproduceva in versi le stesse sensazioni descritte nel post precedente che il verso di un uccello al tramonto suscitano in me. Ho voluto riportarle qui:
Il canto di un uccello
taglia l’aria bagnata e pesante
e come un lampo di memoria
mi riporta a giorni felici:
tramonto fra i boschi incantati d’amore,
stretta di passione su un manto d’erba,
fra scintillanti lucciole danzanti
accorse per un pronubo rituale.
Ecco lì ci accompagnava quel verso,
dolce richiamo nella notte calante,
come una magia tuttora perdurante.






















5 Commenti
Marzo 24, 2009 alle 6:58 pm
che bella!
soave, serena… magica…
ciao Ennebì
Marzo 25, 2009 alle 12:10 am
sempre un’anima che esprime la sua magia di fronte al mondo con delicatezza
Marzo 29, 2009 alle 6:28 pm
Grazie, la poesia mi accompagna da quando ero bambina.
Aprile 13, 2009 alle 9:48 am
Musicale, significativa, emozionante.
Nevia, vedo il tuo bel faccino da me, ma mai un commento…
Un abbraccio
annarita
Aprile 17, 2009 alle 5:19 pm
Hai ragione Annarita, ma a volte non riesco a superare la pigrizia… ultimamente poi mi collego anche poco…